CARITAS PARROCCHIALI

dell'Unità pastorale di Castel Maggiore

Sant'Andrea Apostolo di Castel Maggiore

San Bartolomeo di Bondanello

Santa Maria Assunta di Sabbiuno di Piano


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ultimo aggiornamento
17/09/2018

 

La Caritas

Il modo comunitario di vivere la misericordia di Dio

 

 

Cos’è e cosa non è
La Caritas non è la carità – la carità è personale, la Caritas è comunitaria. La Caritas non è un’associazione di volontariato - è parte della Chiesa universale e locale, come organo di animazione pastorale per sensibilizzare e coinvolgere la comunità cristiana a manifestare l’amore di Dio attraverso l’amore al prossimo. La Caritas, come dice don Riccardo nell’articolo della pagina precedente, è
il modo comunitario di vivere la misericordia di Dio. Vediamo il profilo che la Caritas ha assunto nell’Unità pastorale di Castel Maggiore.

La storia
La Caritas è presente sul territorio di Castel Maggiore da moltissimi anni. Il primo nucleo venne costituito ufficialmente nella parrocchia di S. Andrea nel 1976, inserita quale organismo operativo insieme agli altri gruppi di studio e di animazione pastorale. Esisteva già un piccolo gruppo di persone che si prodigava ai fratelli malati o bisognosi ma si trattava di passare da una posizione per così dire assistenziale a un atteggiamento di testimonianza diretta, concreta, non delegata, ma assunta in proprio per divenire espressione dell’intera comunità. Nella parrocchia di S. Bartolomeo venne istituita nel 1984 e in quella di Sabbiuno all’avvento dell’Unità pastorale nel 2008. Più recentemente è iniziato un proficuo rapporto anche con la comunità di Funo di Argelato. Con l’istituzione dell’Unità pastorale si è reso necessario trovare un coordinamento fra le tre Caritas al fine di ottimizzare la presenza sul territorio.

Attività della Caritas
Per svolgere la propria attività a livello locale, la Caritas si serve innanzitutto del Centro di ascolto, e inoltre propone, promuove e anima diverse altre
iniziative più specifiche

Il Centro di Ascolto è uno strumento per conoscere i bisogni emergenti sul territorio attraverso l’ascolto diretto delle persone in difficoltà le quali possono e devono sperimentare l’accoglienza e l’aiuto concreto di tutta la comunità cristiana. Il CdA amplia la riflessione sui problemi per essere in grado di capire i bisogni e rispondervi in modo adeguato. Per svolgere al meglio la propria attività in ordine alla soluzione delle situazioni di bisogno il CdA si collega con le altre realtà sociali e caritative sul territorio.

Attualmente nell’Unità pastorale di Castel Maggiore vi sono tre Centri di Ascolto: il martedì mattina presso la parrocchia di S. Bartolomeo, il giovedì mattina presso la parrocchia di S. Maria Assunta di Sabbiuno e il sabato mattina presso la parrocchia di S. Andrea. L’assistenza si concretizza principalmente nella consegna settimanale di una spesa a famiglie in difficoltà e nella possibilità di scegliere vestiario messo a disposizione secondo la necessità di ognuno. Ogni famiglia/individuo può poi accedere al Centro di Ascolto per presentare le proprie necessità personali di carattere materiale e non. Mediamente vengono assistite settimanalmente dalle 120 alle 150 famiglie (considerando una media di 3 persone a famiglia si va da un minimo di 360 a un massimo di 450 persone) suddivise nelle tre parrocchie.

Chi opera in Caritas
Premesso che è la comunità nel suo insieme che esercita il servizio della carità e che la Caritas ne è strumento di stimolo e sensibilizzazione, attualmente nelle tre parrocchie dell’Unità pastorale, e con alcuni elementi anche della parrocchia di Funo, sono una quarantina le persone che si dedicano direttamente alle attività utili ad assistere chi è nella necessità di usufruire del servizio. Oltre al rapporto diretto di ascolto e accoglienza delle persone che si presentano, vi è tutto il lavoro di preparazione delle derrate alimentari (dallo scarico del furgone che le porta fino alla confezione delle sportine da consegnare) e dell’altro materiale (soprattutto vestiario) donato e distribuito, e poi la parte amministrativa e quella organizzativa. Sono tanti modi diversi di collaborare all’opera generale di assistere chi è nel bisogno.

Come si sostiene la Caritas
– Attraverso un rapporto consolidato con il Banco alimentare di Imola che mensilmente la rifornisce di alimenti di prima necessità (latte, pasta, biscotti ecc.) in relazione al numero degli utenti che ne hanno diritto rispetto al reddito presentato. La Caritas comunque, proprio perché va oltre al mero rapporto bisogno/reddito, ha ampia autonomia rispetto all’assistenza.
– Con raccolte mirate di alimenti e altro (es. materiale scolastico, detersivi, pannolini) fatte nelle parrocchie nelle domeniche di Avvento e Quaresima.
– Mediante donazioni liberali di parrocchiani e non, soprattutto capi di abbigliamento e altro materiale vario.
– A tutto questo si aggiungono le preziose donazioni in denaro fatte da singoli, da associazioni come l’Azione cattolica, dalle famiglie dei bambini che ogni hanno fanno la prima comunione e vogliono condividere la propria festa con tanti fratelli, dai cori che devolvono le offerte per il proprio servizio, dal ricavato delle offerte della messa del Giovedì santo che celebra specificamente il comando dell’amore, e dei mercatini di solidarietà.

Rapporto con la diocesi
La diocesi fornisce il sostegno e la formazione per gli operatori Caritas locali, perchè l’orizzonte in cui riconoscersi e collocarsi è sempre la Chiesa, diocesana e universale. Recentemente la Caritas di Bologna ha dato vita al progetto “Gua(R)dare” che ha lo scopo di consolidare il legame fra la Caritas diocesana e le parrocchie con attività di ascolto, coordinamento, sensibilizzazione, progettazione.

Rapporto con il territorio
La Caritas opera in stretto contatto con i servizi sociali del Comune, e il rapporto con l’Ente locale è eccellente, tanto che nel 2010 l’onorificenza civica dell’ape d’argento è stata conferita a Giuliana Ferraresi, per oltre trent’anni responsabile Caritas della parrocchia di S. Andrea.
Con gli assistenti sociali non solo del comune di Castel Maggiore ma anche di qualche comune limitrofo esiste un rapporto pressoché continuativo di incontri per fare il punto delle situazioni delle persone che si rivolgono alla Caritas. Tutte le persone che si rivolgono alla Caritas passano dai servizi sociali, sono da loro conosciute e insieme si cerca di operare, ognuno con la propria specificità, per il meglio dell’individuo. Ogni intervento di qualsiasi genere viene confrontato e condiviso fra la Caritas e gli assistenti sociali. Da diversi anni i responsabili Caritas partecipano agli incontri per la Consulta comunale del welfare. Incontri molto proficui sia per la conoscenza di tutte le associazioni del territorio sia per le tematiche affrontate. Si sta lavorando a un progetto sociale di redistribuzione viveri e merci in collaborazione con la Consulta delle attività produttive e recentemente è stata fatta una raccolta straordinaria della Colletta alimentare devoluta alla Caritas.
 

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