HOME S.ANDREA SABBIUNO S.BARTOLOMEO UNITA' PASTORALE ZONA PASTORALE

 

Icona della Madre di Dio Glicofilusa

regalata a don Federico dai parrocchiani ed amici dell'Unità Pastorale

 

 

Icona della Madre di Dio Glicofilusa

 

Una delle tipologie classiche delle icone mariane dette della Tenerezza che, colme di umano sentimento e d’amore, sono definite soprattutto dalla posizione guancia a guancia tra la Madre e il Bambino e che qui richiama la dolce e perfetta intimità tra Gesù bambino e Sua Madre. Il manto rosso dice amore e partecipazione alla Redenzione operata da Cristo e i fregi dorati sul manto indicano sia la sua regalità che le grazie particolari di cui Maria è stata fatta oggetto. Sulla fronte e sulle spalle (ne è visibile solo una sulla spalla sinistra) tre stelle annunciano la Verginità di Maria prima, durante e dopo il parto. Lo sguardo della Vergine non è rivolto al Bambino, ma a colui che guarda l’icona per introdurlo all’incontro con il Cristo portatore della buona novella (il rotolo della Parola) con la medesima intimità, con lo stesso amore perfetto. Lei è la Mediatrice.

            In assoluto le icone della Tenerezza esprimono l’aspetto umano della maternità divina e del Divino Infante; esse sottolineano con maggiore forza il fatto che l’umanità della Madre è anche quella del Figlio, da cui Ella è inseparabile per via del suo concepimento. Le icone della Tenerezza rappresentano la Madre profondamente sofferente per il supplizio che il figlio dovrà subire; Ella sopporta in silenzio questo avvenire ineluttabile che le è stato rivelato (“a te pure una spada trafiggerà l’anima”, Lc 2,35). Il Bambino è qui lo stesso Emmanuele delle icone del tipo Odigitria, vestito con un abito luminoso che ne indica la divinità. Ma rappresentandone i sentimenti umani – la paura, la sua tenerezza - attraverso i gesti l’icona ne sottolinea l’umanità. Si tratta di uno dei vertici della creazione artistica iconografica.

            In queste icone la materna tenerezza della Madre di Dio è indissolubilmente legata al dolore straziante per il Figlio. Questa compassione materna per e con il Figlio, diventa compassione per e con tutte le creature, per le quali Egli si è volontariamente sacrificato. Questa compassione che conduce “a rassomigliare a Dio”, trasfigura l’aspetto più istintivo della natura umana, quello che la apparenta a tutta la creazione, la maternità. La relazione col divino trasforma la tenerezza materna in un amore e in una pietà che abbracciano l’intera creazione., il dolore causato da una perdita personale si trasforma in una compassione verso la miseria di tutto l’universo. Per questo la Madre di Dio è venerata come Gioia di tutta la creazione alla quale Ella è ontologicamente legata. E’ la gioia che dona la fede assicurata nell’intercessione materna del cuore misericordioso che non può sopportare la sofferenza patita dalle creature. L’immagine della madre che soffre per il Figlio crocifisso è l’espressione più completa di questo amore che tutto abbraccia e che non conosce altra legge che la pietà e la misericordia.

            Questa profondità di contenuti, con tutta l’intimità e il calore umano che sono ad essa propri, priva le icone della Tenerezza di ogni sentimentalismo edulcorato che vada di pari passo con i sentimenti umani più ristretti ed individualistici, liberandole parimenti da ogni schematismo e astrazione.

da L.Uspenskij, V. Losskij - “Il senso delle icone” -  Jaca Book 2008

 

***

 

Ti affidiamo alla potente e dolce intercessione della Madre di Dio.

 

 

Unità Pastorale di Castel Maggiore

 

                                                                                    16 settembre 2012

HOME

UNITA'  PASTORALE  DI  CASTEL MAGGIORE  (BO)
SEGRETERIA: da lunedì a venerdì ore 8:30-12:30 
Piazza Amendola, 1 - Castel Maggiore tel. 051 6321661

email:
segreteria@upcm.it
facebook: www.facebook.com/unitapastoralecm